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kohori
15 April 2012 @ 01:31 am

I'm getting used with using tumblr over livejournal when I want to talk about my rants and the likes, but text posts sometimes are ugly.

really ugly.

I'm upset, it's been raining for two days TWO DAYS I mean I live in fucking Rome where the sun always shines and I'm not used to all this rain. That's why when it rains everything shuts down. We can't handle rain, plain and simple. It's too much of a driving force for us to go against it, so we let ourselves drown in water. 

Talking about serious business, I have to make sure I'll raise my German at least up by two levels, if I want to run from this country and start studying elsewhere. German is batshit crazy. I thought knowing enough English would help me with German but that's pure illusion. You have to know fucking LATIN to learn German.

Incoherent babbling.

meh


 
 
Current Mood: indescribableindescribable
 
 
kohori
05 February 2012 @ 12:48 am

Col beneficio del dubbio mi domanderò se a volte accade anche a voi di voler mettervi a piangere così, dal nulla.

Purtroppo non sono una persona che sa scaricare facilmente la rabbia. Ogni rancore lo accumulo dento e non lo nascondo dietro ad un sorriso, anzi: la mia espressione è un costante broncio, tant'è che non ispiro né fiducia, né simpatia. Però rimane lì: ho l'espressione puntualmente inacidita, ma poi se mi si domanda come sto o se mi è successo qualcosa, minimizzo tutto. 
Non perché io voglia nascondere il mio disappunto o la mia irritazione, ma perché faccio schifo ad esprimermi, e spiegare il tuo stato interiore agli altri è estremamente pesante e complicato. Così rimani con il tuo odio celato sempre, sopportando tutti e tutto, finché un giorno, di punto in bianco, vuoi buttarti a terra e metterti a piangere e ad urlare.

Vivendo da mia nonna lo stress si è quintuplicato, visto che è come per un militare attraversare il campo di battaglia verso la trincea nemica. Quello che ancora mi fa più rabbia è venire ostacolata da una persona che palesemente non mi sopporta, e la ragione per cui 1) non le piaccio e 2) per cui mi impedisce di fare miriadi di cose è che sono una femmina.

Essere femmine, come dice lei, vuol dire essere lagnose, pigre, stupide, tarde, inferiori ma, soprattutto, essere costantemente in competizione con i tuoi cugini maschi, alti, belli, sportivi.
Sapete che c'è? Non voglio rimpiangere il fatto di essere nata femmina. Perché non mi lagno, anzi, sopporto fino allo sfinimento, e questa è un tratto spesso innato in molte donne. Sono pigra perché non faccio calcio, nuoto e kickboxing? Non importa che io faccia altri milioni di cose, se non ti danno l'attestato non valgono nulla. Ovviamente sono stupida e tarda, perché non ho preso la borsa di studio per 5 anni di seguito come i maschi di casa. Sai che c'è? Io passo metà della mia giornata china sui libri perché è quello che mi piace fare. Non voglio studiare, lavorare e andare in palestra perché è quello che persone normali fanno. Se io voglio studiare, voglio studiare per conoscere, non per trovarmi un posto di lavoro sicuro.

E c'è dell'altro. C'è che io in 4 mesi di convivenza ho dimostrato senza sforzarmi di essere migliore di qualsiasi maschio tu abbia mai avuto per casa, e l'unico che forse non ho mai superato è mio padre, e non voglio neanche sbatterti in faccia ogni singola rivalsa perché non ne vale la pena, perché lo so io quanto valgo e questo basta. Al contrario tuo, io non faccio i conti in tasca a nessuno.

Se sei così frustrata per il fatto di non essere nata col cazzo, bè implora Dio (o chi per lui) che nella prossima vita ti faccia nascere maschio. E smettila di mettere chiunque in competizione. Perfino il mio cane, cristo. Smettila di farmi disprezzare il mio stesso sangue solo perché tu non mi consideri al loro livello. Smettila con la tua subdola gentilezza e con la tua inarrestabile lingua a cianciare su ogni mia mossa e ogni mia relazione.

Smettila, perché sono ad un filino così dal farti fuori, e non varrebbe neanche la pena.

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Current Mood: annoyedannoyed
 
 
kohori
26 January 2012 @ 11:23 pm
I'm alive.
Don't worry.




       Posting pictures of myself because I like looking back through my old pics and see how much I've changed.       
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Current Location: mah room @ grandma's
Current Mood: quixoticquixotic
Current Music: Hand in Glove - The Smiths
 
 
kohori
10 November 2011 @ 04:37 pm


....ma perchè partecipo a ste cose io #costanzazero.
 
 
Current Mood: pessimisticpessimistic
Current Music: Animal - Neon Trees
 
 
kohori
11 October 2011 @ 09:34 pm

Vi risparmio la descrizione dettagliata della posizione in cui sto ora in modo da rubare più banda possibile all'ignoto, sventurato vicino e andrò al sodo, lamentandomi dell'uni già dal terzo giorno.
Non posso lamentarmi dell'insieme, dato che, oltre ai contro, ci sono anche dei pro dello studiare alla Sapienza di Roma, in particolare nel mio fantastico corso di studi (Lingue, Culture, Letterature, Traduzione).

PRO: le lezioni di letteratura italiana contemporanea e filologia le ho a Città, mentre quelle di lingue a Villa. Entrambe posso raggiungerle tranquillamente da qui e sono collegate decentemente tra di loro.

Sono innamorata di villa Mirafiori da tempo immemore, ha un giardino meraviglioso e sembra Hogwarts.

Conosci un sacco di gente disperata come te e spesso (attenzione!) senza un palo su per il culo.

Il professore di linguistica Inglese è un pro già di sè. In realtà, facendo il placement test dovrei frequentare la classe con il livello massimo, ma visti gli orari, ho chiesto di retrocedere di livello (sticazzi, io alle 9 e mezza de sera a casa non ce torno) e quindi sto con questo cosino inglese meraviglioso che consiglia i libri di Hornby per l'esame. Cioè. Per una volta pretendo il prof randomissimo, cazzo.

CONTRO: a parte Letterature Nordiche, frequento alcuni dei corsi più sovraffollati (più che altro perché le aule spesso sono piccole).

Villa Mirafiori è Hogwarts, dunque la probabilità di perderti tra una classe e l'altra è del 200% 

Non so perché ma Lingue sembra essere il corso preferito dalle veline.

Incontri gente che non vorresti incontrare.

I prof di letteratura fanno venire sonno. E a me la letteratura piace tantissimo, specie se ci infili dentro elementi di psicanalisi.

Ho degli orari veramente del cazzo. Il lunedì ho solo 2 ore, mentre il mercoledì 10. Spesso le classi fondamentali e quelle che mi interessano si sovrappongono.


C'è sicuramente dell'altro, avevo milioni d'idee mentre tornavo stremata a casa, ma probabilmente il mio cervello ha iniziato il processo di autodistruzione. Quanto resisto là dentro? Si accettano scommesse.
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Current Mood: dirtydirty
Current Music: Fire and the Thud - Arctic Monkeys
 
 
 
kohori
26 September 2011 @ 02:52 am

 
 
Current Mood: tiredtired
Current Music: Love is only a feeling - The Darkness
 
 
kohori
23 September 2011 @ 10:09 pm
Era da un po' che non scrivevo.





come alcuni di voi già sanno, adesso sto a casa di mia nonna 1) perché è a Roma 2) perché sto vicino a Micchi (è un particolare fondamentale questo XD)  e 3) non ho ancora una connessione (mi sto attaccando a un poraccio co infostrada) e quando mi annoio guardo Jersey Shore, 16 and Pregnant e ascolto i signori lassù, che non migliorano il mood, ma almeno con loro ho voglia di scrivere qualcosa. Ho una faccia orribile in quella foto e mi chiedo ancora perché io l'abbia postata, ma cazzomene. Ho delle novità perché le ho, come aver bruciato i soldi della vendita dei miei libri del liceo la sera prima del mio compleanno in mero alcool (SO HARDCORE), il fatto che sono fidanzata e non so manco il perché (????), che come tutto internet sto in fissa con X-Men (e ancora non mi è passato il periodo Inception e Sherlock)  e boh, e che ieri ho fatto il test per la verifica di conoscenze all'università, e ho gloriosamente lasciato i quesiti con le percentuali perché sono ignorante e non mi ricordo più come si fanno XDDD però sto proseguendo con il tedesco fai-da-te prima dell'inizio delle lezioni (che non so manco quando cominciano o__o) eee... boh, nient'altro. Nuffin'. Nada. Rien. Nichts. Bye!

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Current Mood: contemplativecontemplative
Current Music: Wow - Snow Patrol
 
 
kohori
12 September 2011 @ 12:58 pm
Era notte fonda quando il signor Giebenrath, gli occhi arrossati dal lavoro giornaliero e dal troppo tempo speso accanto al camino scoppiettante, si mise a sedere al vecchio tavolo di famiglia, posando gli occhi sulla piccola montagna di lettere che giaceva, quasi abbandonata, davanti a lui.
Esaminandone una per una, come era solito fare quando lavorava, divise le raccomandate dalle lettere dei lontani parenti. Con una smorfia di tristezza notò che erano altre condoglianze, condoglianze espresse in poche parole d'inchiostro sulla fine carta da lettere. Un'altra pesava più delle altre: quando si accinse a strappare la ceralacca si accorse con sorpresa che non era diretta a lui, ma a Hans.
Le mani involontariamente cominciarono a tremargli: avrebbe voluto chiamare la vecchia Anna, ordinarle di disfarsi della lettera, magari di gettarla nel camino ancora acceso – ma solo una manciata di secondi dopo si trovò ad aprire la lettera, con estrema cautela, come se un tale gesto potesse far tornare in vita suo figlio.

Diede uno sguardo all'indirizzo, realizzando che proveniva, con ogni possibilità, dalla Foresta Nera.
Il mittente era un certo Hermann Heilner, un nome che era nuovo al signor Giebenrath, perché Hans non lo aveva nominato prima. Se ne sarebbe certamente ricordato, Joseph Giebenrath aveva una memoria di ferro, specialmente per gli affari.
La carta da lettere era sicuramente buona, almeno tre fogli, ma la grafia che le copriva era tutt'altro che ordinata: il signor Giebenrath dovette fare un notevole sforzo per comprendere ciò che vi era scritto.

Caro Hans,
mi dispiace non averti scritto prima, ma non mi è stato permesso avvicinarmi né alla penna, né al calamaio per almeno tre mesi, e la mia posta viene controllata giornalmente dal mio vecchio. Quando trovai finalmente un modo per inviare una lettera a Maulbronn, mi è giunta notizia che tu non c'eri più al seminario, ma che avevi fatto ritorno a casa.
Essere costretto a spendere l'intera giornata tra le quattro mura della mia nuova ed austera stanza mi ha concesso moltissimo tempo per pensare. Sai meglio di me quanto a me non piaccia pensare, non mi è mai piaciuto. Sei sempre stato tu il pensatore, eppure non hai mai pensato veramente con la tua testa, non è vero?
Se il rettore prima era genuinamente felice di non avermi più intorno, adesso posso immaginarmelo mentre si dispera, privato del suo migliore allievo in ebraico!
La vita del seminario non faceva per me, Hans, ma sicuramente a te donava di più. Io avevo cominciato ad odiare Omero, mentre a te interessava ogni giorno che passava.
Ma di questo ne sei ben consapevole, e non c'era bisogno dei fidati consigli del rettore per farti rendere conto di quanta cattiva influenza esercitavo su di te, sul suo alunno modello.
Non potendo scrivere, ho cominciato a pensare versi, e ad impararli a memoria, così come tu imparavi i passi dell'Odissea, per non dimenticarli quando avrei avuto finalmente della carta con me.
Ora che l'ho, sto scrivendo a te. Alcune delle cose che sto scrivendo le avevo in mente perfino dai tempi in cui ero ancora in seminario, e solo ora trovo il coraggio e la voglia di comunicartele. Non vis-à-vis, perché ciò è impossibile, ma la carta farà da tramite, sperando che un giorno tu possa rispondermi alla stessa maniera.
Ieri, mentre andavo in città col mio vecchio, sulla via del ritorno ho incontrato la ragazza di cui ti parlai una sera, quando mi raccontasti di tuo padre, dei tuoi studi e della pesca. E' cambiata da come me la ricordavo quando entrai in seminario, sicuramente più alta e più piena rispetto a come la figuravo nella mia mente. Mi ha solo buttato un'occhiata, e poi mi ha accuratamente evitato. E' stata lei a far scaturire in me la voglia di scriverti. Fino ad ora ho sempre e solo avuto il pensiero di scriverti una lettera, ma mai lo stimolo di farlo per davvero. Sono bravo solamente a comporre versi, questo lo sai meglio di me.
Mi sono reso conto di quanto mi manchi frequentare il seminario. Non intendo Maulbronn in sé, ma la desolazione e la pace del Waldsee, il silenzio notturno dei corridoi, la confusione dell'Ellade e perfino lo straziante violino di Emil Lucius. Talvolta ci penso e mi rendo conto di non essere stato molto intelligente nell'evadere quell'inferno, ma pur sempre inferno era.
Per te, al contrario, era il paradiso, non ho forse ragione? A te piaceva il greco, l'ebraico, il latino, perfino l'algebra.
A me piaceva sollazzarmi all'ombra dei salici, a perdere le ore preziose del pomeriggio assopito, dopo aver letto Lenau e Shakespeare. Tu invece sgobbavi, scommetto che sgobbi anche ora che non sei più in seminario.
Ieri, vedere Lisbeth, mi ha fatto capire moltissime cose. Una di queste è che non mi è mai mancato il seminario, ma mi è mancato il tempo che ho trascorso assieme a te, perché delle lezioni non mi interessava nulla, perché Omero lo conosco anche senza le loro vuote spiegazioni dietro ad ogni suo verso.
Ti parlai di lei perché Dunstan parlava sempre di ragazze, soprattutto di quelle che aveva a casa sua. Ma a me della bruna Lisbeth non è mai importato nulla. Non pensavo a lei quando rischiavo l'espulsione per averti accompagnato nelle tue passeggiate giornaliere, e certamente neanche a te è mai interessato parlare di ragazze.
Mio padre vuole che io faccia il notaio. Quello che non sa, povero diavolo, è che ho trovato un'affascinante corda nella soffitta, adatta ai miei scopi. Non c'è bisogno che ti scriva per filo e per segno le mie intenzioni, vero Hans? Sei abbastanza intelligente per capirle da te, nonostante tutta la segatura con cui ti hanno riempito la testa. Non mi riesce di immaginarmi col viso vecchio e rugoso, non sono nemmeno abile a far di conto. Ma tu farai strada, Hans. Tu non sei un perdigiorno come me.
Ma scrivimi! Scrivimi comunque, anche non potrò leggere nulla di quello che avrai scritto! Per me è fondamentale che tu lo faccia, Hans, perché potrai confessarmi tutto l'astio che non mi hai mai riferito quando avevi la possibilità di farlo, probabilmente perché non era nel tuo stile. Potrai urlarmi mesi di supplizio, e io non dovrò leggerlo e averne a male. Scrivimi Hans, scrivimi anche adesso, ché la tua grafia è sempre stata più ordinata e curata della mia, dannato calligrofilo.

Ti ho amato come un fratello, piccolo Giebenrath, e spero di non rivederti presto.



Hermann.
 
 
Current Mood: rejuvenatedrejuvenated
Current Music: Thistle and Weeds - Mumford and Sons
 
 
kohori
06 September 2011 @ 07:09 pm

(scusate le unghie, la mise e la mia faccia)

 
 
Current Mood: moodymoody
Current Music: L.I.F.E.G.O.E.S.O.N. - Noah and The Whale
 
 
kohori
04 September 2011 @ 07:55 pm

Solitamente odio quando la gente fissa gli occhi su di me per arcani motivi di cui non vengo mai a conoscenza.
Ma lo faccio anche io, me ne accorgo. Non sempre, ma lo so.

La vera sorpresa viene quando il tuo sguardo viene ricambiato, e tu smetti di guardare, ma il tipo accanto a te non lo fa, e tu che fai? Guardi, perché tanto sei in una città di quasi 8 milioni di persone, sei a China Town, nella metro, e non ti interessano né le tue azioni, né i loro risvolti.
Aveva gli occhi verdi (se la memoria non t'inganna), tagliati come due mezzelune, e i capelli non puoi vederli, ha un cappello addosso. Ma poi li vedi, li tocchi, addirittura li accarezzi la mattina dopo. Sono chiari e scuri allo stesso tempo, sembrano quasi argentei e poi neri come piombo sotto il cielo pallido di Londra. La pelle è bianca e a confronto, per la prima volta, ti senti realmente italiana. Forse latina. 
Non è simpatico, se vuole è anche arrogante. Ma è capace di professarti le migliori parole, e dirle con così tanta convinzione che rimani a chiederti se siano veri. Tu te li scrolli di dosso, perché hai imparato che apatia e indifferenza - o meglio, fare la stronza - funzionano. Non sempre - hai imparato anche questo.
E il suo gruppo preferito lo conosci bene, perché sono i fattoni che suonano una delle tue canzoni preferite. 

Non mi va di scrivere altro.


(^^^ Ho sentito la band per la prima volta in un pub a Londra. Meritano tantissimo.)
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Current Mood: weirdweird
Current Music: Two Cousins - Slow Club